Comunicato stampa del Segretario Ubaldo Pagano sui fatti di Grumo


Sinceramente mi auguravo che dopo le sagge parole dell’Arcivescovo Mons. Cacucci la brutta vicenda di Grumo fosse stata confinata all’album dei ricordi di questo 2016 che volge al termine,  ma evidentemente l’obbedienza ai dettati canonici ed alle ordinanze della Questura non ha scalfito in alcun modo i convincimenti dei singolo che, utilizzando la tribuna televisiva ha inteso non solo rimarcare il proprio pensiero, ed evidentemente ciò è materia che afferisce la formazione della coscienza di ciascuno e quindi non entro nel merito visto che nel caso di specie non ha procurato risvolti pubblici, ma anche offendere la dignità dei cittadini grumesi che ho avuto l’onore di conoscere e servire professionalmente nel corso degli anni scorsi.

Definirli “questi signori così ignorantoni di questo paese” non è solo il segno tangibile di un decadimento dell’essenza missionaria di un pastore che dovrebbe amare sempre e comunque il proprio gregge, e questo non mi compete ed al massimo turba la mia coscienza di credente, ma un’offesa gratuita per una comunità fatta di gente perbene, generosa e molto unita.

Nel ringraziare ancora una volta l’on. Dario Ginefra per la tempestività con cui ha segnalato i fatti, spero che le luci dei riflettori si spengano presto su questa “storiaccia” per far recuperare ai grumesi la serenità e la dignità che meritano, nella certezza che qualcosa di buono in tutto questo ci sia: abbiamo acceso un faro su tanti costumi che alimentano un senso di onnipotenza del potere mafioso criminale.

Adesso non dobbiamo abbassare la guardia neanche per un istante perché più sarà attenta l’attenzione della società civile nel contrasto ai fenomeni criminali e più sarà semplice e risolutivo il lavoro delle forze dell’Ordine.

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