La salute prima di tutto
Martedì 16 Marzo 2010 17:12
PD nazionale
 Le proposte PD per la sanità |
La lotta agli sprechi non diventi un comodo alibi per un massacro della sanità", bisogna fare attenzione che questo non sia un ''cavallo di troia'' così come il grembiule o il sette in condotta lo sono stati per la scuola. Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, concludendo a Firenze il convegno 'Prima di tutto la salute', a cui hanno partecipato, tra gli altri, il senatore Ignazio Marino, Giuseppe Fioroni, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, l'assessore regionale alla sanità e candidato alla presidenza Enrico Rossi. "Per la scuola - ha ricordato Bersani - siamo partiti dal sette in condotta e dal ritorno al grembiule, senza poi tener conto - ha detto sorridendo - che se uno si vuol fare una canna se la fa anche con il grembiulino. Dietro, poi, è arrivato Tremonti, ha tagliato 8 miliardi e ora siamo al disastro". Il segretario del Pd ha ribadito che "la sanità è un bisogno incomprimibile, le risorse sono scarse, ma sarebbe un bel riposo affidarsi all'anarchia del mercato".
Università, ecco i nostri emendamenti al DDL Gelmini
Lunedì 15 Marzo 2010 10:16
PD nazionale
Meloni: "Proposte che discutiamo con studenti e ricercatori che meritano spazio e opportunità". Atenei più autonomi e finanziamenti adeguati, ma collegati alla severa valutazione delle attività didattiche e di ricerca. Porte aperte a una generazione di ricercatori e di studenti che rischiano di dover abbandonare la ricerca e, spesso, il Paese. Obiettivo: portare l’Italia sui livelli degli Stati europei più avanzati per numero di laureati e di ricercatori. Ripristinando un livello di finanziamenti pubblici che nei prossimi 10 anni ci riporti quantomeno vicino alla media dei paesi europei. L’università deve costituire lo strumento principale della mobilità sociale: un fattore di equità e di giustizia, oltre che di efficienza e competitività del Paese.
Questi gli orientamenti di fondo della prima serie di emendamenti al ddl Gelmini presentati ieri dal Partito Democratico alla Commissione Istruzione del Senato. «È l’avvio di un percorso che intendiamo rafforzare, dialogando con quanti vivono concretamente l’università, con i giovani, gli studenti, i ricercatori che meritano più spazio e opportunità. Dando respiro al confronto pubblico, perché il futuro dell’università è una priorità del Paese e la sua riforma deve uscire dall’oscurità di un dibattito tra addetti ai lavori, per coinvolgere i soggetti politici, culturali e sociali». Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca nella segreteria nazionale del PD, commenta il passaggio parlamentare di ieri richiamando l’attenzione sulle prossime tappe: «Grazie anche alla costante collaborazione coi nostri deputati e senatori e al lavoro di chi ha seguito questo settore negli anni passati, queste prime proposte delineano già i tratti di una proposta chiara per l’università, che porteremo al dibattito a Palazzo Madama e alla Camera. Con l’intento di introdurre innovazioni profonde e coraggiose. Da aprile, poi, discuteremo di queste idee proprio dentro le comunità di studenti, ricercatori, docenti, in un tour che toccherà molte delle principali università italiane e che coinvolgerà le comunità dei ricercatori italiani all’estero. Serve un patto: più ricercatori, più studenti e più laureati. E più risorse. In cambio qualità, responsabilità, valutazione severa, uscita dall’autoreferenzialità. Così l’università potrà invertire il declino dell’Italia e rimettere in movimento le sue energie migliori».
Le cose cambiano
Domenica 14 Marzo 2010 13:39
PD nazionale
 UNA FESTA PER L'ALTERNATIVA |
La cronaca della giornata, gli interventi dal palco. Bersani: "Noi combatteremo questo governo, ma non avremo Berlusconi negli occhi, negli occhi avremo l'Italia di domani. E la costruiremo con poche parole: lavoro, onestà, serietà, regole, civismo" "In questa primavera della democrazia e dell'alternativa noi vogliamo dire al paese che democrazia e lavoro sono parole gemelle. Lo dice la più bella Costituzione del mondo, l'articolo uno della nostra Costituzione e nella crisi lo vediamo con chiarezza: più picconi le regole, meno hanno voce e risposta i problemi della gente". Così Pier Luigi Bersani ha introdotto il suo intervento sul palco di Piazza del Popolo in quella che non è stata solo la giornata in cui le opposizioni al governo Berlusconi sono scese in piazza per manifestare contro il decreto interpretativo per le elezioni regionali. È stata soprattutto, la giornata delle persone che hanno a cuore la legalità, il rispetto delle leggi e del decoro istituzionale. Tutti insieme per ricordare che gli italiani si riconoscono nelle regole e non nei trucchi, nei diritti e non negli spot, nel lavoro e non nelle promesse sempre disattese o nella negazione della crisi. In altre parole, la manifestazione di oggi è stata “una bella giornata, una festa per l'alternativa”.
"Sento l'aria della riscossa civile. Fermeremo Berlusconi."
Sabato 13 Marzo 2010 10:21
PD nazionale
L'intervista di oggi 13 marzo 2010 a l'Unità di Bersani "La nostra sarà una manifestazione gioiosa, il popolo ci chiede unità". Oggi il centrosinistra sarà a Piazza del Popolo a Roma e Pier Luigi Bersani si mostra tranquillo e determinato. Sente che si stanno aprendo spiragli che possono far girare il vento. «Berlusconi non è onnipotente», dice. Le telefonate del premier al direttore del Tg1 e al presidente dell’Agcom? «Sconcertanti e avvilenti». Come fermare questa destra arrogante e pericolosa? «Dobbiamo essere combattivi, non si può stare in pantofole davanti a chi indossa gli anfibi».
Allora, Bersani partiamo dall’ultimo caso: da alcune intercettazioni pubblicate su «Il fatto» emerge l’asservimento del direttore del Tg1 e del commissario dell’Agcom ai voleri di Berlusconi. Il premier sarebbe indagato. Un altro fatto grave, no?
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